Il Consiglio dei Ministri ha deciso di spostare il G8 a L’Aquila. Non so se cio’ avverra’ realmente, anche se ormai sembra che si tratti di una decisione gia’ presa e ormai definitiva (vedi); se questa e’ la realta’, si tratta di una scelta che mi vede contrario e che paradossalmente potrebbe avere un effetto simbolico opposto a quello immaginato e desiderato da Berlusconi & Co.
Se io fossi uno sfollato abruzzese, impegnato a riprendere una vita normale mentre mi trovo a vivere in una tenda in attesa che la mia casa venga ricostruita, non mi piacerebbe avere improvvisamente attorno circa 30.000 persone (tra leaders, delegazioni, giornalisti, forze di sicurezza, ecc.), convocati per pochi giorni per vedere i danni provocati da un terremoto che ha cambiato la mia esistenza, per fare tour tra posti che mi erano familiari da sempre e che sono stati distrutti in pochi istanti. Anche se l’intento puo’ essere nobile, anche se l’idea che ogni paese adotti un monumento non e’ campata in aria e la solidarieta’ tra nazioni si e’ verificata in numerose circostanze, continuo a non vedere la necessita’ di questa esibizione. Forse si risparmieranno dei soldi, anche se – come hanno sottolineato le autorita’ sarde – bisognera’ dare conto delle decine e decine di milioni gia’ spesi per la sede della Maddalena. Ma soprattutto, per essere diretto, questo tour tra le macerie mi ricorda quei mendicanti che mettono in mostra i loro handicap o peggio ancora mandano avanti i loro bambini denutriti, sporchi, malati, per ottenere un’elemosina. Non so. Questo e’ il primo pensiero che mi e’ venuto in mente, piu’ di ogni possibile speculazione politica della vicenda, che pure probabilmente c’e', e proviene da diverse aree politiche.
Un G8 tra le macerie, quindi. Non solo fisicamente, ma anche metaforicamente. Ormai da alcuni anni esiste il G20, di cui fanno parte la Cina, l’India, il Brasile, il Sudafrica, solo per fare alcuni nomi. Paesi di recente crescita, alcuni democratici altri no, ma comunque paesi che rappresentano tutti i continenti e una enorme quota del GDP e della popolazione mondiale. Il G8, che a parte il Giappone e’ un club Europeo-Americano, non ha piu’ alcun senso dal punto di vista politico ed economico, le decisioni piu’ importanti non passano piu’ da qui. Il G8 e’ solo un residuato di un’epoca passata, probabilmente conclusasi con l’attuale crisi economica, e’ solo un vecchio edificio un tempo moderno e centrale, oggi periferico e cadente. Forse, da questo punto di vista, le macerie sono lo scenario piu’ appropriato per un meeting del genere.
(fonte foto: yahoo.it)
…